{
Il Bosco di San Francesco: scopriamolo.
}

Il FAI Fondo Ambiente Italiano ci ha regalato la possibilità di visitarlo, non perdiamola.
Non solo cammineremo in un Bosco, ma passeggeremo all’interno di un piccolo mondo dove un tempo abitavano le monache benedettine.

Dove si trova.

Partiamo dalla famosa Basilica, la Basilica di San Francesco, la più grande attrazione della città di Assisi, che richiama moltitudini di visitatori nella città natale di Francesco.
Ma per noi ora è solo il punto di partenza.
Perché ad Assisi si possono scovare molte altre realtà.
Il Bosco di San Francesco è una di queste.
Pieni di curiosità iniziamo dalla Basilica il nostro cammino.

Cosa scopriremo.

L’ingresso al bosco si trova nel piazzale antistante la Basilica, lungo la cinta muraria di epoca romana (II/I sec. a.C.).
Qui troviamo la porta che ci permetterà di accedere al bosco. La attraversiamo.
Ora stiamo camminando in mezzo alla Selva di San Francesco, in mezzo a querce, aceri e carpini. Il percorso ci porta poi verso il fondovalle dove scopriamo il Ponte dei Galli e il Monastero di Santa Croce, del XIII sec., i resti di una chiesa e di un ospedale. Qui il bosco si dirada e lascia lo spazio al terreno dove le monache coltivavano frutti, ortaggi e erbe officinali per ospitare i pellegrini e curare i malati.
Ecco il piccolo mondo delle monache benedettine.
Proseguiamo costeggiando un torrente, il Tescio, fino a raggiungere la radura che ospita il Terzo Paradiso, l’opera in Land Art dell’artista contemporaneo Michelangelo Pistoletto, che la realizzò proprio per il bosco: tre cerchi che rappresentano tre Paradisi, ottenuti dai solchi di un aratro trainato da buoi.
L’artista vuole invitare a riflettere sull’armonia primordiale tra Uomo e Natura, il primo Paradiso, offuscato dal secondo Paradiso, quello attuale, dei piaceri effimeri e che può essere ritrovata solo con il terzo paradiso, un nuovo mondo futuro unione di cielo, terra ed acqua.
Il perfetto connubio fra natura, storia e spiritualità.
Continuiamo a camminare e scopriamo altro: un antico opificio, la torre Annamaria, costruita nel trecento, alla quale possiamo accedere da una scala esterna. Anche da qui possiamo ammirare l’opera del Pistoletto.
Proseguiamo ancora costeggiando il Tescio e alla fine torniamo al complesso di Santa Croce.

Cosa ci lascerà.

Senz’altro un po’ di natura, appiccicata sulla pelle, e sui vestiti che laveremo una volta tornati a casa.
Ma ciò che avremo visto rimarrà dentro di noi, le immagini e le sensazioni.
Le riflessioni, se ci saranno, saranno personali e private.

Per informazioni dettagliate sugli orari di apertura e sui biglietti di ingresso potete far riferimento al sito ufficiale della FAI.

Tu sei già stato in visita al Bosco di San Francesco? Condividi con noi le tue sensazioni lasciando un commento qui di seguito. E se ti va, condividi il post sui tuoi social.

Lascia un commento
Il tuo nome
Il tuo indirizzo email
Il tuo messaggio